Single è bello

Le quattro ragazze più famose della tv hanno passato ben cinque serie a dirci che , più che bello, addirittura liberatorio e stratosferico. La vita di purtroppo non sempre ha vita lunga e molte volte ci si ritrova con molta facilità, anche quando non ce lo aspettiamo. A volte poi non si riesce nemmeno a iniziare rapporti per incompatibilità di caratteri o pensieri. Ma essere “soli” ha anche i suoi lati positivi. Perchè si cercano allora le ? Siamo abituati ad aver bisogno di qualcuno e poche volte si crede veramente nell’amore e nel valore di una unione. I  hanno il beneficio di non avere “doppi” pensieri e possono preoccuparsi solo della loro vita e questo è un accorgimento non indifferente se vogliamo porre un pensiero un pò egoista. Tuttavia è stabilito dalla scienza che qui vive in è più longevo. ?

Uno su quattro lo fa in ufficio

X SESSO
Raramente i datori di lavoro ne sono al corrente e il più delle volte si va contro la policy aziendale: tuttavia, nonostante i divieti, un italiano su quattro intrattiene relazioni sessuali o amorose con un collega o una collega d’ufficio.
Ci sono storie finite in modo squallido e ci sono storie a lieto fine, come quella di due giovani in carriera che si conoscono al corso di formazione della banca d’affari, si innamorano, mollano i rispettivi fidanzati e si sposano. Previo trasferimento volontario di lei ad altro ufficio, e poi, con la convivenza, in un’altra banca, in ossequio alla severa policy aziendale che proibisce, pena il licenziamento, di fidanzarsi all’interno della stessa sezione dell’istituto.
Un fenomeno capillarmente indagato da psicologi e sociologi.
Secondo il francese Loick Roche, nessuno è immune: una volta ogni sette anni ci “tocca” la storia col collega.
Momenti più gettonati per appartarsi la pausa pranzo e dopo il lavoro, tra le 17 e le 19, sostiene una ricerca dell’università La Sapienza, e le tecniche per rimorchiare: il 23% si sfiora con la scusa del mouse, il 18% scambia messaggi sullo screensaver, il 17% sui post-it e il 19% via e-mail.
Così un sondaggio dell’associazione “Donne e qualità della vita”, che ha incoronato Milano capitale italiana delle relazioni dietro la scrivania: più di un meneghino su cinque le ha sperimentate.
Se il legame si rompe nascono difficoltà che possono anche compromettere la carriera e spesso, anche tra pari grado, le conseguenze negative superano i vantaggi.
Conferma Corrado Mandreoli, responsabile dell’Ufficio politiche sociali della Cgil: dallo sportello passano persone («soprattutto donne») che si sono viste messe all’angolo dopo una storia finita, magari con un superiore che poi «fa di tutto per allontanarle».
E i colleghi non si mostrano solidali: «C’è un grave arretramento delle relazioni tra i lavoratori – denuncia il sindacalista – Se un tempo la forte socializzazione faceva sì che il singolo non fosse mai isolato, rendendo il inefficace, oggi vince l’idea di difendersi da soli, e davanti al pericolo si sgomita. Un clima letale». Nel quale, finito un amore, ci «si trova soli col proprio problema. Chi può cerca di andarsene, ma le persone con bassa professionalità o età avanzata non hanno scelta».