Sesso e pornografia in mostra a Vienna

La pornografia in mostra a Vienna.
Pornetration» è la porno-penetrazione, cioè l’onnipresenza della sessualità esplicita nei media e nei giornali.
I meccanismi di questa tendenza sono messi letteralmente a nudo, a Vienna, in una insolitamente goliardica Kunsthalle.
The Porn Identity – Expeditionen in die Dunkelzone (tradotto in italiano: L’identità porno. Spedizioni nella zona oscura, che sarebbe una sorta di metaforica – ma non troppo – dark-room) è una kermesse dal sottotesto antropofisiologico sul porno-mainstream vietato, chissà per quanto ancora, ai minori di 18 anni.
La proliferazione dell’erotismo attraverso foto, video, sculture e installazioni che riflettono il desiderio sessuale collettivo al tempo dell’immagine, sfatando il tabù del voyeurismo per mettere in evidenza invece l’arte.
Un’escursione dentro l’archivio dell’immaginario, per svelare cosa è permesso e cosa è proibito, attraverso codici, negoziazioni, pudori svenduti. Numerose le domande a cui rispondere: dove si trova la vergogna? Qual è la frontiera e in quale misura essa può essere varcata? Come fanno le perversioni a non divenire legali, nell’occidente liberale?
Ed ecci la risposta: nel desiderio di distruzione dell’intimità attraverso una dialettica dell’inibizione, questo il significato della porno-estetica.
Come nel lavoro del pornofilo Koons, ex marito irrequieto della ex pornostar Ilona Staller o nei filmati della sottocultura pop. Bizzarre storie sperimentali in cui i visitatori sono portati a confrontarsi coi loro pregiudizi, tra skinheads omosessuali, femministe orgiastiche e crimini sado-maso.