Il porno non è più quello di una volta, non ci si parla più. Parola di addetti ai lavori.

È di questi giorni la lamentela della americana nei confronti dell’industria del contemporanea. Anche l’intrattenimento per adulti non è più quello di una volta. Scompare il dialogo, rimane solo l’azione, cioè il . A miss Samson questo proprio non piace, l’avvenente americana non gradisce infatti che “l’industria abbia oramai solo un interesse casuale nelle trame e nei dialoghi”. L’interesse, già ridotto, per la narrazione, sembra destinato a smarrirsi e diventare un ricordo del passato. “Sempre più scene brevi che possono poi essere caricate in Rete”, ecco a cosa si è ridotto l’intrattenimento per adulti per far fronte ad un ambiente come quello virtuale dove “l’attenzione media è dai tre ai cinque minuti” come sostiene , collaboratore della : “è con questo che dobbiamo fare i conti tutti i giorni”. La situazione è di sicuro in evoluzione. La Vivid, uno dei più importanti cinematografica che vanta una sessantina di film all’anno, solo tre anni fa, come riporta il , praticamente in ogni pellicola aveva una trama ben delineata, mentre oggi la metà dei titoli sono solo scene di , connesse da rapidissimi siparietti dialogati. Responsabile di questo cambiamento è la tecnologia. Non siamo infatti più negli anni 70 dove prodotti come “Gola Pronfonda” potevano conquistare i grandi schermi. Il crollo dei costi delle produzioni anche domestiche ha progressivamente assottigliato le trame che rimasero, soprattutto negli , un ottimo metodo per coinvolgere le coppie ed il pubblico alimentando desideri e fantasie. Il culmine dell’interesse per la trama fu “Pirati” nel 2005 dove tra effetti speciali e scene di veniva raccontata la sfida tra un gruppo di marinai e una ciurma di spietati pirati. Costato ben 1 milione di dollari, fu seguito qualche anno dopo anche dalla secondo episodio. Ma ha cambiato le cose. È possibile vedere brevi con estrema facilità e dal 2006 a oggi l’industria dei ha registrato un dimezzamento delle vendite e dei noleggi. Le grandi compagnie di produzione stanno quindi provando a trarre profitto da abbonamenti che concedono di vedere i film dal web con un piccolo contributo. Siti ricchi ed in costante aggiornamento consentirebbero così alle case di produzione di avere un pubblico di affezionati . A farne le spese abbiamo visto è la trama e il degli addetti ai che si sono fatti sentire. Savanna che si dice devota al proprio lavoro e di aver sempre preparato con cura le proprie parti: “non vedevo l’ora di ricevere il copione e nel 2006 per preparare Flasher ci ho messo parecchio, interpretavo una giovane ossessionata dai flash e dall’amore fatto in pubblico, segnata dal comportamento di una madre invadente. Ora non c’è più dialogo e non mi diverto più”.

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